venerdì 26 novembre 2010

Radicali: Sull’affido condiviso il governo vada oltre gli auspici del sottosegretario Casellati

Pubblicato il 02/11/2010

Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata radicale, membro della Commissione Giustizia della Camera e di Alessandro Gerardi, Tesoriere della Lega Italiana per il Divorzio Breve


L’incontro che si è svolto la scorsa settimana al Ministero della Giustizia tra i rappresentanti del Governo e i Presidenti dei tribunali ordinari e minorili è stato anche utilizzato per fare il punto della situazione sul sostanziale boicottaggio della legge sull’affido condiviso ad opera della magistratura. Nell’occasione il sottosegretario Casellati ha formulato l’auspicio che la legge sull’affidamento dei figli dopo la rottura del matrimonio venga interpretata coerentemente con quelle che sono le attese dei cittadini. Tutto ciò rappresenta sicuramente un primo importante passo nella giusta direzione, anche perché il pressoché totale disinteresse dimostrato fino a questo momento dal Governo per la disomogenea e non corretta applicazione della legge n. 54/2006 sta avendo dei costi sociali non certo irrilevanti in quanto, come dimostrano recenti studi scientifici, il coinvolgimento del padre nella crescita dei figli migliora lo sviluppo cognitivo della prole, riduce i problemi psicologici nelle giovani donne, diminuisce la delinquenza giovanile e riduce lo svantaggio economico nei ragazzi. Occorre prendere atto una volta per tutte che la componente più debole in una famiglia in crisi sono proprio i bambini, per questo chiediamo al Governo di andare oltre gli auspici del sottosegretario Casellati e di dare immediato riscontro alla diffida collettiva notificata al Ministro della Giustizia dall’associazione Adiantum compiendo finalmente tutti quei passi necessari e concreti affinché venga assicurata anche ai figli dei genitori separati o divorziati una doppia tutela genitoriale pienamente sviluppata.

2 commenti:

  1. olto bene.
    Il problema, però, non è quello che il "genitore prevalente" sia, nella stragrande maggioranza dei casi, la madre. Sarebbe uguale sia se nella maggioranza dei casi fosse il padre sia pure se il "genitore prevalente" fosse più equilibratamente distribuito tra padri e madri.
    Il problema, invece, è che non debba esserci alcun "genitore prevalente", perché qualsiasi "prevalenza" è contraria allo spirito ed alla lettera della legge vigente.
    Il rapporto del figlio per essere equilibrato con ciascun genitore deve escludere qualsiasi tipo di prevalenza.

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  2. Mi compiaccio che i parlamentari radicali, Rita Bernardini e Donatella Poretti, siano così attivi nel farsi portavoce dell'esigenza sociale di bigenitorialità. Purtroppo i disegni di legge per integrare la L.54/06 sono fermi in un Parlamento troppo impegnato su leggi ad-personam. Ma quello che più mi rattrista è il prevalere nel PD, che vorrebbe essere un partito progressista, di posizioni contrarie ad un vero affido condiviso, in nome di una malintesa tutela della donna. Volendo tradurre nei termini essenziali, la posizione del PD è la seguente: i figli sono della mamma (siamo in Italia che è un paese mariano, più che cristiano), la mamma è una donna, che per definizione è soggetto debole e, in caso di separazione, va tutelata a prescindere: ergo i figli vanno “collocati” presso la madre, alla quale si assegna perciò la casa e per la quale si stabilisce un assegno di mantenimento da parte dell'ex marito, il quale viene perciò liberato dai compiti diretti di cura dei figli. Una posizione che è l'opposto della tutela dei figli, i quali hanno come interesse primario quello di avere due (2) genitori. Una posizione regressiva, che fa riferimento ad un'immagine dell'Italia che non c'è più da molti decenni, lontana dalla realtà e dalla coscienza del Paese. Non c'è da meravigliarsi che il PD e la costellazione dei partitini ormai extraparlamentari perdano voti ad ogni tornata elettorale.

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Indulto: la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità.

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